venerdì 25 marzo 2011

(Gambarogno)

Dogane di Dirinella ed Indemini (Gambarogno)

Tempo fa avevo appreso con sollievo la notizia del potenziamento dei controlli alle dogane. Purtroppo mi ero illuso che questo aumento avrebbe coinvolto anche i valichi nel comune del Gambarogno!
Macché, i due varchi di Dirinella ed Indemini (è giusto chiamarli così) sono oramai diventati una landa desolata. I controlli mirati, posti a qualche chilometro (ad es. a Quartino) servono solo ad accertare gli onesti cittadini, viceversa: delinquenti, passatori, corrieri e quant’altro con un minimo di organizzazione passano il confine indisturbati.
Oltre a ciò, anche il servizio è compromesso, perché se si devono compilare certe pratiche si viene dirottati su altri valichi, obbligando deviazioni chilometriche e relativa perdita di tempo.
Il municipio deve darsi una mossa e chiedere che sia ripristinata subito la presenza permanente delle guardie di confine al valico. Come è accaduto per Brissago, dove si voleva trasformare il valico alla stessa stregua di quello di Dirinella, salvo poi tornare sulla decisione e mantenere il controllo 24 ore su 24.
Il ripristino del presidio e dei controlli sistematici non andrebbe solo a vantaggio del comune del Gambarogno ma pure il resto del cantone ne trarrebbe benefici, perchè è inutile chiudere e controllare le porte se si lasciano spalancate le finestre.
Dopo l’annuncio da parte del governo italiano, del trasferimento degli immigrati nord-africani da Lampedusa al resto del territorio italiano, sono attesi circa 6'000 di questi disperati pure in Lombardia. È facile dunque immaginare dove punteranno una buona parte di loro.
Non aspettiamo che diventi un’emergenza per intervenire, ma una volta tanto facciamo qualcosa preventivamente. Tanto più che adesso, in piena campagna elettorale, sembra che tutti i partiti sono concordi: i controlli sono necessari e devono essere intensificati.
Se aspettiamo, dopo il 10 aprile, rimarrà solo la Lega e l’UDC a volere questi controlli, al contrario gli altri partiti torneranno sulle loro posizioni europeiste.
Meglio prevenire che curare, ma se vogliamo, allora, facciamoci pure del male ed aspettiamo di metterci una pezza dopo l’emergenza!

Ivan Sargenti
Candidato Gran Consiglio n.73
Lega dei Ticinesi

lunedì 14 marzo 2011

Cantonali 2011 - Candidati al Consiglio di Stato

Cantonali 2011 - Candidati al Consiglio di Stato
giovedì 17 febbraio 2011
11_marco_borradori1.
Borradori Marco
06.06.1959
Lugano
Avvocato
11_michele_barra2.
Barra Michele
27.11.1952
Ascona
Impresario costruttore
11_giuliano_bignasca3.
Bignasca Giuliano
10.04.1945
Lugano
Editore e imprenditore
11_norman_gobbi4.
Gobbi Norman
23.03.1977
Quinto
Consulente
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Quadri Lorenzo
05.11.1974
Lugano
Giornalista

Cantonali 2011 - Candidati al Gran Consiglio
sabato 19 febbraio 2011
Elezioni cantonali 2011 / Candidati al Gran Consiglio

Mendrisiotto

No Cognome Nome Data nascita Domicilio
1 Alliata Mark 06.08.1982 Novazzano
2 Bedulli Sergio 14.05.1963 Riva S.Vitale
3 Benali Yasmine 13.07.1988 Breggia
4 Camponovo Aron 20.12.1976 Chiasso
5 Canonica Claudio 05.11.1952 Mendrisio
6 Caverzasio Daniele 31.03.1975 Mendrisio
7 Lurati Ivano 13.04.1955 Novazzano
8 Lustenberger Roger 08.02.1944 Morbio Inf.
9 Martello Fabio 24.09.1975 Vacallo
10 Mazzoleni Gianandrea 30.11.1982 Vacallo
11 Pantani Rodolfo 22.06.1940 Chiasso
12 Rinaldi Dario 20.06.1945 Stabio
13 Robbiani Massimiliano 16.10.1966 Mendrisio
14 Sassi Biagio 20.01.1951 Morbio Inferiore
15 Scardamaglia Gianfranco 06.11.1962 Chiasso
16 Terrier Simon 14.09.1976 Vacallo
Luganese

No Cognome Nome Data nascita Domicilio
16 Terrier Simon 14.09.1976 Vacallo
17 Alberti Eolo 31.10.1958 Bioggio
18 Bergomi Gianni 08.03.1952 Paradiso
19 Bertolino Domenico 19.10.1964 Monte Ceneri
20 Besomi Bruno 05.01.1986 Grancia
21 Bianchetti Gian Maria 08.03.1959 Lugano
22 Bianchi Matteo 01.06.1976 Bioggio
23 Bignasca Attilio 01.11.1943 Agno
24 Bignasca Mirto 22.11.1943 Sonvico
25 Brughelli Moreno 10.08.1984 Lugano
26 Cambrosio Curzio 01.05.1963 Lugano
27 Cambrosio Gianpiero 01.06.1939 Lugano
28 Campana Felice 26.09.1954 Novaggio
29 Canonica Remo 01.04.1957 Capriasca
30 Carmine Massimo 19.10.1937 Bioggio
31 Casalini Daniele 15.05.1970 Lugano
32 Fasulo Giorgio 31.03.1970 Lugano
33 Foletti Michele 21.04.1966 Lugano
34 Fraschina Stefano 03.02.1975 Lugano
35 Gilardi Maurizio 11.12.1978 Monte Ceneri
36 Gilardi Stefano 04.05.1966 Lugano
37 Grosa Ludwig 03.01.1967 Bissone
38 Meroni Maurizio 25.03.1962 Agno
39 Minoretti Silvana 26.01.1963 Lugano
40 Ortelli Marusca 20.10.1955 Lugano
41 Paparelli Angelo 02.10.1942 Lugano
42 Petrarca Marco 06.06.1980 Lugano
43 Poretti Dario 13.10.1958 Muzzano
44 Pulino Rodolfo 28.06.1984 Lugano
45 Quadri Lorenzo 05.11.1974 Lugano
46 Rosselli Edy 07.03.1942 Savosa
47 Rückert Amanda 21.01.1987 Comano
48 Salvadé Giorgio 01.05.1949 Massagno
49 Sanvido Paolo 13.09.1966 Lugano
50 Scala Miguel 22.04.1981 Lugano
51 Seitz Giancarlo 20.08.1944 Agno
52 Szerdahelyi Stefano "Berna" 28.12.1968 Lugano
53 Termine Giuseppe 19.08.1957 Lugano
54 Trentini Mauro 06.04.1961 Cadro
55 Tumbiolo Maurizio 05.06.1962 Lamone
56 Wazzau Marco 20.10.1950 Collina d'Oro
57 Wicht Omar 10.06.1975 Lugano
58 Ziswiler Carlo 08.01.1959 Lugano
Locarnese e Valli

No Cognome Nome Data nascita Domicilio
59 Abderhalden Bruno 01.12.1949 Minusio
60 Badasci Fabio 05.07.1970 Frasco
61 Balemi Roberto 15.04.1965 Tenero
62 Barra Michele 27.11.1952 Ascona
63 Belloli Aldo 29.03.1941 Maggia
64 Beretta Romana 04.07.1958 Verscio
65 Bergonzoli Silvano 29.05.1937 Locarno
66 Berta Jean Paul 01.06.1941 Brissago
67 Buzzini Bruno 21.12.1968 Locarno
68 Caldara Omar Brunello 30.06.1976 Locarno
69 Ferrari Cleto 16.06.1963 Gambarogno
70 Giottonini Paolino 28.12.1949 Gordola
71 Lüscher Elia Maria "Lelia" 04.07.1935 Gambarogno
72 Pedroni Aldo 04.05.1948 Maggia
73 Sargenti Ivan 05.01.1966 Gambarogno
74 Scolari Jonathan 25.03.1988 Gordola
Bellinzonese e Valli

No Cognome Nome Data nascita Domicilio
75 Andreetta Simone 26.02.1984 Biasca
76 Bognuda Silvano 07.11.1954 Lodrino
77 Faranda Luca 25.04.1992 Dalpe
78 Gobbi Norman 23.03.1977 Quinto
79 Guerra Michele 11.11.1985 Pollegio
80 Jorio Giancarlo 22.02.1945 Giubiasco
81 Marconi Angelo 03.06.1961 Bellinzona
82 Menghetti Claudio 08.11.1955 Claro
83 Minotti Mauro 26.05.1963 Bellinzona
84 Passoni Alberto Jr. 12.01.1951 Bodio
85 Poggi Donatello 07.04.1956 Biasca
86 Pons Mattia 18.08.1991 Faido
87 Ponzio Monique 04.01.1967 Bellinzona
88 Ramsauer Patrizia 09.07.1962 Giubiasco
89 Tenchio Marco 07.01.1945 Bellinzona
90 Torriani Alessandro 26.06.1944 Arbedo-Castione

mercoledì 2 marzo 2011


Vota LEGA, l'originale!

02/03/2011
Verdi e PPD in cerca di voti con i temi e le argomentazioni della LEGA! Quando lo dice la LEGA è populismo, ma quando lo dicono loro sono proposte valide e concrete... Solo sciacallaggio elettorale, ma la gente sa chi sono gli autentici leghisti!
Lo sciacallaggio elettorale di PPD e dei Verdi sta raggiungendo vette inaspettate. I PPDini, responsabili del Dipartimento a cui fa capo la polizia cantonale, hanno cominciato a cavalcare i temi della sicurezza. Da che pulpito! La responsabilità della mancanza di sicurezza in questo cantone è proprio del Gigio Pedrazzini (PPD). Chiaro? E del PPD che ha voluto, assieme agli altri partiti $torici, l'entrata della Svizzera nel sistema Schengen. Quell'accordo che ci ha fatto smantellare le nostre frontiere in nome di una sicurezza europea (?).
Intanto i Verdi hanno prima proposto uno Statuto speciale per il Canton Ticino rispetto agli altri cantoni. Non contenti di questa copia di leghismo hanno proposto degli sgravi fiscali per le aziende che assumono personale residente! LA LEGA dice queste cose da vent'anni...

domenica 27 febbraio 2011

NOI CI SIAMO!

NOI CI SIAMO!
La LEGA dei Ticinesi presenta 3 validi candidati per difendere gli interessi del Gambarogno in quel di Bellinzona.
Lelia Lüscher, Ivan Sargenti e l’uscente Cleto Ferrari si presentano quali candidati per un seggio nel Gran Consiglio ticinese. Il compito dei nostri impavidi ,qual’ora fossero eletti , non sarà solo quello di discutere delle varie tematiche che interessano  Il Ticino; ma anche far sentire una voce di questo Gambarogno, sempre più dimenticato, il cui unico scopo per il Cantone sembra essere quello di fornire una discarica e di inalare i fumi sempre più  impellenti dei gas di scarico …. Ma Gambarognesi … siamo di più.. . lasciatecelo dimostrare.
Sabrina Fiala Presidente Gruppo Lega dei Ticinesi del Gambarogno

lunedì 21 febbraio 2011


Gheddafi può macellare. Col beneplacito dell’Ue (Italia in primis)

21/02/2011
Sembra di rivedere lo stesso film, ma non ci si annoia mai. I moralisti di mezzo mondo, sempre pronti a calare lezioni di etica e morale alla Svizzera, tacciono imbarazzati mentre il loro satrapo di riferimento in Nord Africa reprime nel sangue le ribellioni popolari. E mentre le loro aziende vendono armi a mezzo mondo.
Eccoli qui quelli che, dall’alto dei loro scranni, pontificano di diritti umani, pace, democrazia. Che accusano un intero popolo, quello svizzero, di essere xenofobo e razzista se mette al bando i minareti dopo una democratica votazione popolare, o espelle spacciatori di droga stranieri, immigrati illegalmente nel nostro Paese. Eccoli qui quelli che hanno non il coraggio, ma la temerarietà di chiamare a rapporto la Svizzera ogni qualvolta i suoi cittadini prendono decisioni che non piacciono agli ipocriti di turno. Eccoli qui quelli che si scandalizzano se un cittadino Ue porta soldi nel nostro Paese, ma vendono armi a tutti gli aguzzini della Terra.
Apprendiamo oggi che la crisi economica non ha toccato il mercato mondiale delle armi: lo stima l'istituto internazionale di Stoccolma per le ricerche sulla pace nel suo rapporto annuale sulle aziende leader nel settore. Stati Uniti ed Ue la fanno da padrone, conquistando oltre il 90% del mercato mondiale, rispettivamente con 247 e 120 miliardi di dollari.
Delle 33 aziende europee, tra le prime 100 al mondo, 26 sono dislocate in Francia, Germania, Italia e Gran Bretagna. Proprio i coglioni che si scandalizzano se i loro cittadini depositano denaro in Svizzera, ma foraggiano opere di bene altamente civili e morali, come le guerre.
E per quanto riguarda quello che sta capitando in queste ore in Libia, zitti. Muti. Senza parole, ora che il loro amichetto Gheddafi fa reprimere nel sangue le rivolte, applaudite solo quando si verificano in Paesi in cui loro hanno qualcosa da ridire.
Circa 300 morti in varie regioni della Libia cosa volete siano mai, davanti a succulenti contratti con Tripoli? Germania e Francia si sono limitate a qualche parola di circostanza. Ma tutti gli altri hanno perso il dono della parola. I più falsi e ipocriti del gruppo, attualmente, sono forse britannici e italiani (questi ultimi, del resto, una costante storica in fatto di alleanze tradite e doppiogiochismo).
Dal momento che, con il satrapo botulinato di Tripoli, stanno intessendo da anni affari d’oro, hanno deciso che in Libia è meglio non mettere becco. Il mondo dimenticherà, come ha dimenticato piazza Tienanmen, a Pechino.
Un paio di anni fa, il governo di Sua Maestà ha ridato la libertà al responsabile libico dell’attentato di Lockerbie, quando un Boeing 747 americano esplose in volo in Scozia, dopo la detonazione di un esplosivo. Nel disastro aereo morirono 270 persone. La responsabilità di Gheddafi è stata accertata nel corso degli anni, in modo inconfutabile. Ma gli affari sono affari… Dal momento che c’erano e ci sono in ballo succulenti contratti in materia energetica, l’esecutivo britannico ha deciso di dimenticare questa faccenda da niente, ha firmato qualche contratto e ha restituito alla Libia il responsabile della morte di 270 persone.
L’Italia, poi, che in Libia ha commesso atrocità durante la seconda guerra mondiale, prontamente perdonategli dal pagliaccio sanguinario di Tripoli, ha deciso il silenzio più assordate, visto che è il Paese europeo con i maggiori rapporti economico commerciali con i cugini beduini.
Ieri sera, il Tg della gloriosa Rsi ha dato notizia , quasi con altrettanta enfasi, delle ribellioni in Libia, e di proteste in Iran. 300 morti contro uno. La stessa, cosa no?
E che dire, poi, della “breve”, relegata in fondo al Tg, sulle rivolte in Cina? Qualcosina come 100 arresti e un numero imprecisato di feriti, ma cosa volete sia mai. La Cina ormai è la potenza nascente, quella con cui, anche la Svizzera, intesse affari d’oro.
La storia, insomma, si ripete. Però non si vede perché mai il nostro Paese debba sempre accettare tutti i ricatti di questo mondo, chinare la testa di fronte agli abbai degli Usa (ad esempio sui sorvoli americani in territorio svizzero con a bordo cittadini rapiti) o i ringhi dell’Ue (ad esempio sul segreto bancario) e non debba mai reagire con fermezza.
Perché la Real Politik deve essere praticata solo dagli altri , e non dalla Svizzera?
Berna ha svariate carte in mano da giocare per farsi rispettare. Dalla rimessa in discussione di trattati come Schengen, ai Bilaterali (ovviamente dopo aver ricoinvolto il popolo), dalla cancellazione delle imposizioni dettate dall’Ocse alla costruzione di un muro lungo il confine con l’Italia per far fronte all’ondata di immigrati dal Nord Africa che ci sommergerà, non è necessario essere simpatici al mondo. Ma è necessario farsi rispettare.
Boutade? Niente affatto. Un piccolo aneddoto. Ricordate quando i germanici, pochi anni fa, presero a controllare minuziosamente le auto al confine, provocando colonne spaventose, per giorni, proprio per fare pressioni sulla Svizzera? E perché mai, certe decisioni, possono adottarle solo gli altri?
Davanti alle proteste della comunità internazionale basterà ricordare le ipocrisie e la falsità degli altri. E seppellirle in un mare di risate.
cg

INTERPELLANZA Lega dei ticinesi Gambarogno

GAMBAROGNO IL NOSTRO CASTELLO

ELETTI CONSIGLIO COMUNALE GAMBAROGNO